Banderuole del Vento: Anemometri nel Tigullio su Chiese, Campanili e Ville

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Banderuole del Vento: Anemometri nel Tigullio su Chiese, Campanili e Ville2018-08-03T19:50:35+00:00

BANDERUOLE DEL VENTO: ANEMOMETRI REALIZZATI ARTIGIANALMENTE ED INSTALLATI SU OGNI CAMPANILE E CHIESA DEL COMPRENSORIO.

Nota e foto di Marco Bo

La banderuola è uno strumento che serve ad indicare la presenza e la direzione del vento. Dalle nostre parti, si trovano sopratutto sui campanili, tra la croce e la sfera che simbolicamente raffigura il mondo. Ne troviamo anche sulla parte inferiore delle aste dei parafulmini, sulle torrette dei palazzi, sulle torri dei castelli.
Sono metalliche e hanno le forme più svariate. Sui campanili solitamente raffigurano immagini sacre, per esempio santi, angeli e simboli religiosi vari, mentre sui palazzi o, a volte, nei giardini, riproducono sagome di animali, bandiere, stemmi, ecc.
La banderuola è un segnavento, un anemoscopio costruito per la prima volta da Leonardo da Vinci ed era simile ad una …. banderuola, poi è stato perfezionato nel XVIII secolo dall’abate e astronomo astigiano, Atanasio Cavalli.
Come detto, molte svettano o meglio sventolano sui nostri campanili e finché la tecnologia moderna non ha preso il sopravvento erano con il loro limite un ausilio per interpretare il tempo, soprattutto per chi doveva affrontare le avversità del mare, una partenza, una semina e tutto ciò che era legato alle condizioni atmosferiche.
Si metteva in pratica, guardandole, il proverbio: “Quandu e nuvie i van a u munte piggia a sappa e vatt’ascunde, se e nuvie i van a-o ma piggia a sappa e vanne sappà” (Se le nubi vanno verso i monti prendi la zappa e nasconditi, se vanno verso il mare prendi la zappa e vai a zappare).
Col passare del tempo, vista ormai la loro inutilità pratica, corrose dalle intemperie forse non vengono più sostituite, anche se hanno un fascino particolare e molte volte sono autentiche opere d’arte. In molti casi sono state rese inutili del tutto perché vicinissimo sono state installate aste per parafulmini che non ne permettono più la rotazione.

Prendendo spunto da quella posta sul campanile della Chiesa di Santa Sabina a Trigoso iniziamo, come già abbiamo fatto per le meridiane e per i sagrati in risseu, una ricerca in tutto il Tigullio ed il suo entroterra, sperando, nel tempo, di renderla il più completa possibile.

Della banderuola del campanile della Chiesa di Santa Sabina, eretto nel 1647, proponiamo due immagini, quella della
vecchia croce con banderuola probabilmente del ‘700, e quella che la sostituisce in acciaio inox, innalzata nel 2010 in occasione dei lavori di restauro al campanile, alla chiesa e alla canonica.

   

A Chiavari ne troviamo una sulla croce della Chiesa di San Giovanni Battista che rappresenta un angelo

   

un altr’altra sempre a forma di angelo sulla chiesa sconsacrata di San Francesco. Questa, ben difficilmente
potrà ruotare sul suo asse in quanto lo stesso è stato affiancato dall’asta del parafulmini

   

e due angeli sulla Chiesa di San Giacomo di Rupinaro, uno sulla croce del campanile ed uno sulla croce della facciata,

     

un’altra bella banderuola che rappresenta San Pietro, ma resa inutile dal parafulmini e dall’aggiunta di una
croce luminosa nella Chiesa di San Pietro in Sampierdicanne

   

e a villa Rosa troviamo questa a forma di bandiera sull’asta del parafulmini.

   

A Lavagna sul campanile della Chiesa Santuario di N.S. del Carmine la banderuola raffigura la “M” di Maria

   

e su una bella villa sulla Via Aurelia ha la forma di bandiera.

   

A Leivi, anziché sul campanile, la troviamo sulla croce sopra la facciata della Chiesa e
anche questa ha la forma di un angelo

   

 A Sestri Levante molto bella quella di Villa Balbi che rappresenta San Giorgio,

   

mentre quella sul campanile di Santo stefano del ponte è molto semplice e forse sostituita recentemente,

   

sul campanile di Santa Margherita di Fossa Lupara, affiancata dal parafulmini, rappresenta un santo

 

mentre a San Bartolomeo della Ginestra la troviamo sulla croce posta sulla sommità della cupola.