Proverbi & Aforismi di Dicembre

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Proverbi & Aforismi di Dicembre2019-01-02T19:29:04+00:00

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Dicembre è il dodicesimo ed ultimo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, conta di 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. Era il decimo mese del calendario romano (da cui il nome), che iniziava con il mese di marzo. La Chiesa cristiana celebra il Natale di Gesù il 25 dicembre. Il 21 dicembre o 22 dicembre inizia l’Inverno nella parte boreale, mentre nella parte australe inizia l’Estate. Il 26 dicembre si festeggia Santo Stefano, il giorno successivo al Natale. Il 31 dicembre si festeggia San Silvestro, ultimo giorno dell’anno.

LA CONSUETUDINE, IL TEMPO

DICEMBRE è il mese che apre l’inverno; ciò nonostante, può donare belle giornate, più di quanto non succeda a Novembre, soprattutto verso il 10 e dopo Natale. La neve, dove cade, può arrivare con maggiore frequenza tra l’8 e il 12 e tra il 19 e il 24. Le nebbie sono frequenti e possono durante l’intero giorno e anche più giorni di seguito. Così, là dove si formano, nebbie e brine danno giornate uggiose e tristi. PREVISIONI DI NATALE: Se la notte di Vigilia è ventosa, il raccolto dell’anno venturo sarà triste, ma se è serena, sarà abbondanza di grano e bachi da seta.

IN INVERNO chiudi le fessure. Guardati dai cibi che riscaldano e dagli intingoli. Usa vino bianco e stempera il rosso con molta acqua. Stai attento a tutto ciò che riscalda, al fuoco e alle stufe, ed eviterai reumatismi, catarri, sciatiche e mal di denti. Riparati con un buon cappello e calza buone scarpe.

API: Cura e aggiusta le attrezzature, ripulisci le arnie e rimuovi la propoli; arma i telaini; pulisci gli escludi-regina; in assenza di covata, in un giorno di sole e senza vento, fai il trattamento contro la varroa; controlla le scorte.

BOSCO: Taglia la legna da bruciare dall’8 al 20, e quella da costruzione dall’1 al 6 e dal 23 al 31; la legna tagliata nel vecchio dì di San Tommaso (21), e dalle 11 alle 12, non diminuisce di volume. Gli alberi tagliati a Santa Vittoria (23) danno un legno che annerisce ma non brucia e, perciò, è adatto per fare caminetti e pale da forno.

CONCIME: Evita di spargelo dal 5 al 9: se è solido, puoi usarlo dall’1 al 4 e dal 23 al 31; se è liquido, dall’8 al 21.

TERRA: Se la terra è asciutta, puoi ancora seminare i frumenti a gamba dura. Ricorda: quando la terra è fredda o bagnata non la toccare perchè è “malata”. Rirpistina le strade e i muri a secco che sostengono le fasce. Prepara attrezzi e utensili con il legno tagliato a Maggio. Ara, se ari, prima che la terra di raffreddi.

UNGHIE E CAPELLI: Taglia entrambi dall’1 al 6 e dal 23 al 31, ma se vuoi stimolare la crescita dei capelli, allora tagliali dall’8 al 20.

VINO: Fai il travaso del vino, che vuoi fermo, dall’1 al 6 e il 31, in un giorno mite e senza vento.

Dicembre è il 12° ed ultimo mese dell’anno e conta 31 giorni. In esso avviene il passaggio dall’autunno all’inverno, che tradizionalmente coincide con il solstizio d’inverno (21 o 22 dicembre).

In questo giorno il sole raggiunge la sua massima declinazione negativa rispetto all’asse terrestre, determinando nell’emisfero boreale il momento di minore esposizione alla luce (ovviamente nell’emisfero australe avviene esattamente l’opposto) e di conseguenza la notte più lunga dell’anno. Per i popoli antichi segnava il ritorno della luce, per via dell’allungamento delle giornate, e ciò dava luogo a feste e riti legati al sole e alle divinità ad esso collegate, come ad esempio Mithra adorato sia dai persiani che in epoca greco-romana mentre nella liturgia cristiana questa tradizione è stata ripresa nella festività di Santa Lucia (13 dicembre), considerata come portatrice della luce. E’ legata alla luce anche l’altra importante festività del Sol Invictus, anticamente celebrata il 25 dicembre, che ha ispirato il Natale cristiano in cui si celebra la nascita di Gesù, accolto come «colui che creò il Sole» e quindi la luce. Simili tradizioni esistono anche nel Buddhismo che ricorda la festa dell’illuminazione tra fine dicembre e inizio gennaio.
Altre date importanti sono:

  • 8 Dicembre 1854: Pio IX, con la bolla Ineffabilis Deus, sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Nasce il dogma dell’Immacolata concezione.
  • 9 Dicembre 1860: si avviano le procedure nelle province meridionali per l’elezione del primo Parlamento Italiano, con un decreto firmato dal tricasino Giuseppe Pisanelli nella veste di guardasigilli della luogotenenza.

In natura, il clima rigido di questo mese, caratterizzato da temperature molto basse con la possibilità di nevicate anche a quote più basse, rende del tutto vana l’attività di semina, da cui nasce il vecchio adagio contadino «seminare decembrino vale meno d’un quattrino». Nel panorama astrale, domina la scena la costellazione di Orione, riconoscibile per la forma “a clessidra” e per la moltitudine di stelle  che la compongono, concentrate in uno spazio limitato.

Frasi su Dicembre

  • Com’è che si è fatto tardi così presto? Prima che sia pomeriggio arriva già la sera. Dicembre viene prima di giugno. Il tempo è volato via lesto. (Dr. Seuss)
  • Dicembre. Fa freddo e secco. Sento i morti che si avvicinano a noi, sento le ossa delle foglie morte fare rumore sotto i piedi di luce. L’inverno fa il lavoro dei grandi maestri: semplifica. (Christian Bobin)
  • Dio ci ha donato la memoria, in modo da poter avere le rose anche a dicembre. (James Matthew Barrie)
  • I calendari… corrono tutto l’anno… fino a dicembre… e poi decollano! (Garfield)
  • Il respiro invernale di dicembre sta già offuscando lo specchio, ghiacciando la cornice, oscurando la memoria dell’estate … (John Geddes)
  • Nel freddo dicembre odorose ghirlande sventolano e gonfi raccolti sonnecchiano sotto la neve. (Alexander Pope)
  • Una cosa facile da avere nel mese di dicembre è il sangue freddo (Alphonse Allais)
  • Vieni, vieni tu, vento rapace di dicembre! E soffia, soffia via le foglie secche dall’albero! (Samuel Taylor Coleridge)

Abbiamo raccolto 159 proverbi e detti sul Natale e sul periodo natalizio, provenienti da tutte le regioni d’Italia, in particolare dalla Liguria.

Alcuni sono noti, altri  meno, ma tutti rappresentano delle vere perle di saggezza tramandate per diverse generazioni, eccoli:

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1. A Natale, freddo cordiale

2. Natale col sole, Pasqua col tizzone

3.  Sotto la neve pane sotto l’acqua fame

4. Da San Martino (11 novembre) a Natale, ogni povero sta male

5. Quando Natale viene in domenica, vendi la tonaca per comperar saggina

6.  Da Natale al gioco, da Pasqua al fuoco

7. Natale al sole Pasqua al freddo

8. E’ Natale, fammi la mancia se ti pare

9. Da Ognissanti a Natale i fornai perdono il capitale

10. A Natale, mezzo pane; a Pasqua mezzo vino

11. Da Natale a Carnevale non c’è vigilia da osservare, se San Mattia (14 maggio) non appare

12. Se prima di Natale fa la brina, riempre la madia di farina

13. Se piove per Santa Bibiana (2 dicembre), dura una settimana

14. Se a mezzanotte di Natale la luna è piena, gran siccità

15. Se il Natale è verde la Pasqua sarà bianca

16. Se metti un ceppo nel camino, Natale è vicino

17. Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi

18.Per San Silvestro, ogni oliva nel canestro

19. Prima di Natale né freddo né fame, dopo Natale freddo e fame!

20. La neve che cade prima di Natale, mette i denti

21. Il 2 febbraio (Candelora) siamo fuori dall’inverno; ma se nevica o c’è vento, dell’inverno siamo dentro

22. Natale viene una sola volta l’anno

23. A Natale, grosso o piccino, su ogni tavola c’è un tacchino

24. Se le rondini vedi a San Michele, solo dopo il Natale l’inverno viene

23. Se fa bello a San Gallo (16 ottobre), il bello arriva sino a Natale

24. L’avvento tiepidino riempie la botte di vino

25. La neve Decembrina, per tre mesi ci rovina

26. Per Sant’Andrea piglia il porco per la sèa (setola); se tu non lo puoi pigliare, fino a Natale lascialo andare

27. Natale in venerdì, vale due poderi: se viene in domenica, vendi i bovi e compa la melica

28. Natale asciutto, Pasqua melmosa

29. A Natale il solicello, a Pasqua il focherello

30. Fino a Natale, né freddo, né fame, da Natale in avanti tremano anche i muri che sono vuoti

31. A furia di dire Natale, questo arriva

32. Per gli innocenti (28 Dicembre) non lavorare che te ne penti

33. Se lucciano le stelle la notte di Natale, semina ai monti e lascia star la valle

34. Natale bagnato, botti vuote

35. Santa Bibiana (2 Dicembre) scarpe di ferro e calze di lana

36. Luna chiara a Natale riempie cantina

37. A Dicembre vento e gelo, a Marzo Sole in cielo

38. Se fa dolce il Natale, a Pasqua i tetti avranno il ghiaccio appeso in candeletti

39. Santa Lucia (13 Dicembre), il giorno più corto che ci sia

40. Il tempo dei Santi è già come quello di Natale

41. Dopo la neve, buon tempo ne viene

42. Sant’Antonio dalla barba bianca, se non piove, la neve non manca

43. La neve prima di Natale è madre, dopo è matrigna

44. Buona è la neve che a suo tempo viene

45. Un mese prima di Natale, un mese dopo Natale è inverno naturale

46. Dicembre con rugiade, inverno con due spade

47. Se Natale ha i moscerini, Pasqua ha i ghiacciolini

48. Natale in pantanella, Pasqua in polverella

49. San Nicolò di Bari (6 Dicembre), la rondine passò i mari

50. Chi nasce la notte di Natale è fortunato, e protegge dalle disgrazie sette case vicine

51. La neve è un dono dal cielo che non delude mai: è sempre coi fiocchi!

52. La notte di Santa Lucia è la più lunga che ci sia

53. Dicembre invariante, anno incostante

54. Coi soldi in tasca è sempre Natale e Pasqua

55. Natale ‘n passo de maiale, Pasquella (Epifania) ‘n passo de vidella, Sant’Antò ‘n passo de bò

56. Colli Innocentini so finite le feste e li quattrini (28 Dicembre Strage degli Innocenti)

57. Per Sant’Ansano (1 Dicembre), uno scaldino sotto e uno in mano

58. Per Santa Lucia, fuoco in compagnia

59. Se tu vedi del formento per Natale, ammazza il cane; se non lo vedi dagli del pane.

60. A Santa Lucia un passo di gallina

61. Se piove nel giorno dell’Angelo, pioverà fino a Natale

62. Anno di neve, anno di bene

63. Dicembre piglia e non rende

64. Per Santa Caterina (25 novembre), la neve alla collina (ovvero o neve o brina o tira fuori la fascina)

65. Dicembre gelato non va disprezzato

66. Per Santa Lucia e per Natale, il contadino ammazza il maiale

67. Castagne verdi per Natale sanno molto e poi vanno a male

68. De Santa Maria Concette a Natale so diciassette

69. Natale al giuco, Pasqua al fuoco

70. Senza neve a Sant’Ambrogio (7 Dicembre), l’inverno sarà mogio

71. Se a Natale poca lana, molto grano e poca pula

72. Se c’è neve per Natale, molto Sole a Carnevale

73. Per San Graziano (18 Dicembre), lo scaldino in mano

74. Neve di Sant’Andrea (30 Novembre) l’aspetta. Se non a Sant’Andrea, a Natale. Se non a Natale, più non l’aspettare

75. A Natale ognuno al suo focolare

76. Panettone, più torrone, più capitone, più cenone, uguale a indigestione

77. Le pettole che non si fanno a Natale non si fanno nemmeno a Capodanno

78. Come il tempo è a S.Caterina, così sarà a S.Barbara ed a Natale

79. Dicembre imbacuccato, raccolto assicurato

80. Dicembre davanti t’agghiaccia e dietro ti offende

81. Van tanti agnelli a Pasqua quanti buoi a Natale

82. Anno nevoso, anno fruttuoso

83. Se per la Candelora il tempo è bello molto più vino avremo che vinello

84. Per San Crispino (5 Dicembre), la neve sullo spino

85. A Natale la lepre, a Pasqua la quaglia

86. Da Natale alla Strina ‘nu pede de gaddina

87. A Natale un passo di cane

88. San Paolo (25 gennaio) sereno, Candelora (2 febbraio) scura, l’inverno non fa più paura

89. Da Natale in là, il freddo se ne va

90. Natale senza denari, Carnevale senza appetito, Pasqua senza devozione, si fanno male

91. La neve di dicembre per tre mesi ti sta accanto

92. Carnovale a casa d’altri, Pasqua a casa tua, Natale in corte

93. Da Santo Stefano all’Epifania si vede l’anno come sia

94. Prima di Natale il freddo non fa, dopo Natale il gelo è qua

95. Novembre ammucchia le secche foglie in terra, Dicembre ammazza l’anno e lo sotterra

96. Per Santa Lucia (13 Dicembre), la neve è per la via

97. Freddo prima di Natale non lo paga alcun quattrino

98. Quando il sole la neve indora, neve, neve e neve ancora

99. Natale stizzone, Carnevale solleone

100. Natale viene una volta l’anno, chi non ne profitta, tutto a suo danno

101. Dicembre vezzoso, anno capriccioso

102. Dicembre nevoso, anno fruttoso

103. Dicembre imbacuccato grano assicurato

104. Chi fa Natale al sole, fa Pasqua al fuoco

105. Per i Santi Innocentini son finite le feste ed in quattrini

106. Dicembre, davanti t’agghiaccia e di dietro t’offende (o viceversa)

107. Dicembre variante, freddo costante

108. Per Sant’Anso (1 dicembre), uno sotto e uno in mano

109. Se piove per Santa Bibiana (2 dicembre) dura quaranta dì e una settimana

110. Per Santa Bibiana (2 dicembre), scarponi e calza di lana

111. A Santa Barbara (4 dicembre) sta’ intorno al fuoco e guardalo

112. Per San Nicolò di Bari (6 dicembre), festa o non festa, a scuola non si resta

113. A San Nicola di Bari (6 dicembre), la rondine passa i mari

114. A Sant’Ambrogio il freddo cuoce

115. Chi si rinnova per Maria (8 dicembre), scampa la malattia

116. Se San Damaso (11 dicembre) venerate, sarete in pace con chi amate

117. Da Santa Lucia (13 dicembre) il freddo si mette in via

118. Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma

119. Se avanti Natale fa la brina riempi la madia di farina

120. Seminare decembrino vale meno d’un quattrino

121. Santa Lucia da la brodarella, Natale da le stradarella

122. Santa Lucia con il fango, Natale all’asciutto

123. Da Santa Lucia a Natale il dì s’allunga quanto un passo di cane

124. Santa Lucia. Il giorno più corto che ci sia

125. A San Gaziano (18 dicembre) lo scaldino in mano

126. Chi per Natale non ammazza il porco, tutto l’anno resta col muso storto

127. Avanti Natale, né freddo né fame

128. A San Silvestro (31 dicembre) la neve alla finestra Per San Silvestro, ogni oliva nel canestro

129. San Tommè ( 21 dicembre), cresce il dì quando il gallo alza un piè

130. A Natale (25 dicembre) freddo cordiale

131. Natale (25 dicembre) in pantanella, Pasqua in polverella

132. Natale (25 dicembre) al balcone, Pasqua al tizzone

133. Da Natale (25 dicembre) in là il freddo se ne va

134. Seminare decembrino, vale meno di un quattrino

135. Neve decembrina per tre mesi ci rovina

136. Dicembre, piglia e non rende

137. Dicembre, davanti t’agghiaccia e di dietro ti offende

138. Dicembre, dà freddo al corpo ma gioia al cuore

139. Dicembre imbacuccato, grano assicurato

140. Dicembre favaio

141. Se la neve cade prima di Natale, mette su i denti

142. Se a Natale stai al Sole, a Pasqua stai al caminetto

143. Neve di Dicembre dura fin che dura la brina

144. Dicembre davanti ti agghiaccia e dietro ti offende

145. Dicembre gelato, non va disprezzato

146. Natale verde, Pasqua bianca

147. Se nevica a Dicembre per tre mesi nevicherà

148. S. Bibiana: se piove oggi, la pioggia dura a lungo

149. Immacolata: dov’è solito che nevichi, oggi nevica

150. TEMPORA di Avvento: com’è oggi, così sarà Gennaio

151. 21 Solstizio. TEMPORA di Avvvento: com’è oggi, così sarà Febbraio

152. 22 TEMPORA di Avvento: com’è oggi, così sarà Marzo; da oggi fino a Capodanno non si fila

153. L’acqua attinta alle fontane a mezzanotte di Natale e in silenzio porta benessere e ricchezza; a Natale si sta in famiglia e si mangia il pandolce: dividine la prima fetta con le tue mucche.

154. 26 Dicembre CALENDE: com’è ggi, così sarà Gennaio

155. 27 Dicembre CALENDE: com’è oggi, così sarà Febbraio

156. 28 Dicembre CALENDE: com’è oggi, così sarà Marzo

157. 29 Dicembre CALENDE: com’è oggi, così sarà Aprile

158. 30 Dicembre CALENDE: com’è oggi, così sarà Maggio

159. 31 Dicembre CALENDE: com’è oggi, così sarà Giugno.

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Dicembre in un’illustrazione fiamminga del XVI secolo


Poesie di Dicembre, per l’ultimo mese dell’anno

Mattino di dicembre è la prima poesia che vi proponiamo per celebrare questo mese. Si tratta di un testo composto nel 1859 dal poeta russo Fëdor Ivanovič Tjutčev (1803-1873); la traduzione è di Tommaso Landolfi:

La luna in cielo, e imperturbata
l’ombra notturna è tuttavia:
regna tranquilla, senza darsi conto
che il giorno ormai già s’è scrollato,

che, sebben pigri e dubitosi,
l’uno s’aggiunge all’altro raggio
nel mentre il cielo del notturno
trionfo tutto ancora splende.

Ma non andranno due, tre istanti,
vaporerà la notte dalla terra,
e col fulgore delle apparizioni,
ci avrà afferrati il mondo diurno…

Dalla Russia passiamo all’Italia con il compimento Dicembre, di Vittoria Aganoor Pompilj (1855-1910), tratto dalla raccolta Leggenda eterna:

Qua e là per la campagna irti si drizzano
al cielo i rami delle piante esauste.
Piove; incombe sull’ampia solitudine
desolata, il silenzio.

Sulla deserta immensità dell’anima
talor mute così piovon le lagrime;
umane braccia così al ciel protendonsi
talora, emunte e supplici.

Leonardo Sinisgalli (1908-1981) nella poesia Lo stesso fatuo alone (da Vidi le Muse) ci parla di un mese in attesa:

Lo stesso fatuo alone della veste
rossa nel fumo delle nebbie di un tempo,
lo stesso sgomento se tra gli alberi piovosi
mi riporta dicembre a questa svolta.
Tu non vieni. La pena non ritarda
lungo le mura, una voce
mi chiama o il tuo colore che arde
sotto la pioggia fine.
(La fioraia
grida le eglantine.)
Tu non vieni.
La pena non ritarda
e fa più dolce il bene che ti aspetta.
(Entro lo scroscio della grondaia
una voce diletta…)

Malinconico Siro Angeli (1913-1991) che parla dell’ultimo mese dell’anno dall’interno di una stanza (da L’ultima libertà):

Dicembre nella stanza
vuota mi inoltra. Duole
agli occhi quel riflesso
di sole che si insinua

dalle persiane. Sole
sul bianco soffitto
due mosche immote stanno.
Ma la vita continua

dicono. Il raggio fruga
inquieto l’ombra, sfiora
il letto intatto. Dentro
lo specchio c’è una fuga

di oggetti che ti ignorano.
Rigermina, all’inganno
del raggio, una precaria
estate. Ed ebbre, adesso,

le mosche in una danza
d’amore e morte vanno.
La vita è così varia.
D’oro per un momento

palpitano nell’aria;
poi giù sul pavimento
scendono a capofitto
come la mia speranza.

Lo svedese Lars Gustafsson (1936) ci porta nel dicembre del profondo nord, in cui il buio è sempre più buio e l’attesa della luce del sole è pregna di speranza (da Sulla ricchezza dei mondi abitati, a cura di Maria Cristina Lombardi):

Dicembre è sempre stato il mese
in cui si smetteva di esistere.
Si diventava una parentesi nel buio, o poco più.
Si accendevano lanterne, lampade e candele.
Ma era evidente
che non bastavano
contro il fiume straripante delle tenebre.
È facile capire
un messaggio natalizio
più pagano, più primitivo:
A qualsiasi costo con torce e fiaccole
riavere una luce solare
il cui ritorno non era mai scontato.